Libri

Non un libro di ricette. Un manuale pratico e di facile consultazione per chi vuole diventare un “cuoco leggero”, ovvero usare ingredienti e preparare menù che rispettino l’ambiente, il clima, tutti gli esseri viventi e il futuro del nostro Pianeta.
Gli strumenti del mestiere: materie prime (biologiche, vegetali, eque, locali, grezze, popolari). Come autoprodurle o dove trovarle, con un inedito “rating” etico dei luoghi d’acquisto. Attrezzi e metodi. I “manodomestici”, il frigo autoprodotto e una “classifica” delle cotture, da quelle ecocompatibili a quelle sconvenienti. Azioni collettive: come organizzare feste e sagre senza rifiuti, proporre mense scolastiche o aziendali più sostenibili.

E poi alcune “ricette”alla portata di tutti, da provare anche in compagnia e in pubblico per ispirare le tavole altrui.

"Comprare direttamente da chi produce nella nostra zona è anche l'unico modo per ottenere buoni alimenti biologii senza svenarsi. E per seguire le stagioni sconvolte dall'eterna estate, provocata da serre riscaldate e controstagioni. Così fanno i Gruppi d'acquisto solidali, nati e cresciuti a centinaia in Italia. Chi non li conosce ormai? I gruppi d'acquisto utilizzano un concetto esteso di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti acquistati collettivamente. Cercano alimenti (fra gli altri beni) provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilità di conoscerli direttamente, pagare loro e non la catena commerciale e ridurre inquinamento e sprechi di energia derivanti dal trasporto. Inoltre scelgono prodotti - non solo alimentari - biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando i diritti dei lavoratori."

 

Potete essere vegetariani convinti o, al contrario, strenui sostenitori del consumo di carne: questo libro avrà comunque molto da dirvi. Non è infatti un manifesto del vegetarianesimo, ma un'indagine dettagliata e rigorosa sulla carne animale, la sua produzione e il suo consumo. Da dove viene la carne che finisce sui nostri piatti? Com'è prodotta? Come sono trattati gli animali e in che misura è importante? Quali effetti ha mangiare gli animali sul piano economico, sociale e ambientale? Jonathan Safran Foer, autore di culto diventato famoso con il suo romanzo d'esordio Ogni cosa è illuminata, parte da queste domande per compiere una riflessione appassionata su un tema che definisce a ragione «spinoso, frustrante e di grande risonanza», perché va a toccare tasti delicati come l'etica personale e dell'intera società, l'economia globale, le tradizioni più antiche, la nostra salute e quella dei nostri figli. Confermando la sua vocazione di narratore, il giovane scrittore americano sceglie di raccontarci tutto in un libro che è frutto di una grande quantità di ricerche e ha l'obiettività di un lavoro giornalistico, ma è anche una storia e come tale è stato concepito e realizzato. Una storia in cui trovano posto i ricordi dell'infanzia (dove la celeberrima madeleine proustiana cede il posto al pollo con le carote cucinato dalla nonna); campeggiano i dubbi e i sentimenti destati dalla recente paternità («Nutrire mio figlio non è come nutrire me stesso: è più importate»); si affollano le riflessioni sul rapporto tra uomini e animali (spassoso il racconto del colpo di fulmine per la bastardina George adottata dall'autore). A questi si alternano i resoconti delle incursioni notturne negli allevamenti intensivi di polli e nei macelli industriali, le indagini sull'inquinamento causato dallo smaltimento delle deiezioni suine e bovine, le inquietanti scoperte sulle massicce dosi di antibiotici e ormoni somministrati agli animali allevati in batteria e le nefaste conseguenze sulla salute dei consumatori.
Il successo della carne prodotta industrialmente è garantito, secondo Foer,

“Se la vostra città non è ancora in transizione, ecco una guida che ci può aiutare. Abbiamo poco tempo e molte cose da fare”.

Possiamo cambiare prospettiva e guardare gli eventi da un altro punto di vista. Trasformare una situazione apparentemente negativa in una grande occasione di cambiamento. Possiamo prepararci alla transizione. Perché un cambiamento ci sarà di certo e coinvolgerà il nostro stile di vita, fino ad ora basato sulla grande disponibilità di combustibili fossili a buon mercato.

E oggi, che il picco del petrolio non è più una teoria ma un’osservazione basata su dati storici, un mutamento

"Slow travel" è il titolo del libro pubblicato da Gaia De Pascale, in cui l'autrice compie un piccolo viaggio nel viaggio, approfondendo gli aspetti filosofici e letterari del viaggiare lento, con divagazioni da moderna flaneur. Sono riflessioni delicate, per esempio quelle in cui l'autrice analizza come rallentare in viaggio significhi anche aprire tutti i cinque  nostri sensi, e non solo la vista. Il viaggiatore lento va a piedi o in bicicletta, ama perdere tempo e ama perdersi, sbagliare strada, concedersi il tempo dell'incontro.
"Nell'eterno gioco del viaggio il difficile è proprio accettare una serie di norme che sono assolutamente antitetiche rispetto a quelle che regolamentano il tempo ordinario,

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